"Le settimane, i mesi, trascorsi nelle "prigioni" libiche allestite vicino alla costa di Zuwara, non le dimenticheranno mai. "Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell'inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?".
Non c'è fine alla vergogna che questo nostro povero paese deve sopportare grazie al razzismo schifoso e peloso di una massa di vigliacchi sfruttatori e schiavisti. Questo sono i leghisti, tanto capaci di sfruttare nelle loro fabbrichette familiari "negri" provenienti da tutto il mondo, padroncini di appartamenti in cui stipano decine di cinesi, rumeni, africani a prezzi da ville nel deserto (a Milano alcuni di questi schifosi proprietari di case affittavano "posti letto" fatti di materassi messi sulle scale), e poi di affermare il diritto alla legalità e alla sicurezza dei cittadini italiani. Capaci di prendere in acque internazionali dei poveracci assetati e affamati, scappati da povertà, miseria e guerre (tutte cose molto spesso provocate dallo sfruttamento dei neocolonialisti delle multinazionali del nord del mondo, quelle multinazionali che ci permettono di fare, al "giusto prezzo", la nostra comoda, porca vita), e di riportarli indietro, attuando - negli eufemismi sono dei maestri - la "politica del respingimento". Avere un ministro dell'interno come Maroni mi provoca quotidiani conati di vomito; la bandiera italiana che tengo dal 25 aprile appesa sul balcone di casa mia gronda del sangue e delle lacrime di quelle persone trattate come virus da debellare, da respingere con una spruzzata di DDT. Le proposte che a Milano arrivano da personaggi biechi, cinici capipopolo barbari e razzisti come soltanto i nazisti seppero essere dovrebbero provocare in un sindaco degno di questo nome la loro cacciata dalla giunta e dal consiglio comunale. Ora, con il Decreto Sicurezza, viene sancita la criminalità dell'essere presente sul territorio nazionale senza permesso; qualunque pubblico ufficiale che venga a conoscenza di una tale situazione dovrà denunciarlo - medici, presidi, insegnanti... E l'Italia, che ormai è ipocrisia chiamare Belpaese, democrazia, stato di diritto, continua nella sua folle corsa verso un regime dove quasi tutti si beano di vivere - a cominciare da quei giornalisti (De Bortoli compreso) che accompagnano con domande ignobili il perverso Napoleone italico nei suoi racconti di fanfalucche e idiozie per il popolo beota che plaude. Che popolo di sfigati. Non possiamo nemmeno cambiare canale.






















